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giovedì, 04 gennaio 2007

» il mondo ai tempi della boccia delle chewingum 


DISCLAIMER
è lungo, eh.
ma mi hanno detto che le cose di chinaski le leggete anche se sono lunghe.
ok, io non sono chinaski.
ma sono molto invidioso, di chinaski.



CONFESSIONE
chiaro che le leggo anche io, le cose di chinaski.
e più sono lunghe, più mi piacciono.
pensa te.



io l'ho capito presto, che il mondo me lo stavano portando via da sotto il culo.
l'ho capito troppo presto, mi verrebbe da dire: l'ho capito che ancora praticamente non l'avevo capito, come girava il mondo, e già me lo stavano portando via da sotto il culo.
è successo in un momento ben preciso, che ho percepito distintamente quella sensazione lì.
non è stato come per la sparizione delle sagome dei camerieri fuori dai ristoranti, o la comparsa dei biscotti Togo al cioccolato, che son cose che misteriosamente accadono, quelle, che è risaputo che non sono avvenute in una data esatta.
no.
quella storia lì che riguarda da vicino il mondo ed il mio culo è successa in un momento preciso: c'avrò avuto nove, massimo dieci anni

(più di dieci no, che dieci anni, sarà che si va in doppia cifra, non lo so, ma dieci anni sono un po' come una barriera, come uno spartiacque, come una soglia, che se ti succedono dopo, le cose, dopo dieci anni dico, non è che ti senti addosso quell'angoscia, quella che ti stanno portando via il mondo da sotto il culo ed è un po' troppo presto, per farsi portare via il mondo da sotto il culo: se ti succede dopo dieci anni, questa cosa che ti portano via il mondo da sotto il culo, ti vien quasi da dire, eh, che vuoi che sia, ormai son grande, sai quanto ne ho visto, di mondo, fate pure)

c'avrò avuto nove, massimo dieci anni e c'era un giochino abbastanza famoso, a quei tempi dalle mie parti.
era costituito da uno strano aggeggio quadrupede: poteva sembrare un flipper in miniatura, come forma, ma mica era, un flipper in miniatura, che le cose a volte sembrano, e invece.

(cfr. il detto dei nostri avi "l'apparenza inganna", lì scolpito a ricordare che, insomma, sì: meglio stare attenti)

oltre, in quanto quadrupede, alle quattro zampe d'ordinanza, l'aggeggio in questione possiamo sommariamente descriverlo come costituito da due ulteriori blocchi: uno orizzontale e uno veriticale.
in quello orizzontale era installato un piano basculante

(che basculante a me, è un aggettivo che mi piace quasi quanto carnascialsco)

opportunamente protetto da un vetro e collegato ad una piccola cloche esterna che ne regolava l'inclinazione.
la parte verticale era invece in tutto e per tutto un contenitore, diviso in due scomparti: quello di sinistra più o meno (in genere più meno che più) pieno di palline di chewingum, ognuna di un colore diverso

(e qui ci starebbe tutto un excursus sulla mitica boccia delle chewingum, a partire dalla sua entrata in scena, quando si presentava come unica cosa a colori in un mondo dove i telefilm erano ancora in bianco e nero, a oggi, in questo triste mondo post-bocciadellechewingum, dove la troviamo giusto in qualche mercatino dell'antiquariato, che metterla in salotto fa molto vintage. Ma meglio di no, che non lo faccio questo excursus, che già non mi ricordo più dove volevo arrivare con il discorso da cui ero partito; e poi non so nemmeno sicuro di cosa significhi, excursus)

quello di destra più o meno (in genere più più che meno) pieno di piccole, bellissime, stroboscopiche biglie di vetro.

il concetto era semplice: te infilavi il tuo minuscolo patrimonio giornaliero di cento lire

(cento lire sarebbero, pensiamoci, cinque centesimi: che oggi cinque centesimi, te li risputa fuori sdegnata anche la fontana di Trevi; altri tempi, proprio)

poi ruotavi di mezzo giro un'apposita manovella e, quello che oggi chiameremmo dispenser (ieri si chiamava, come già suggerito poc'anzi, boccia delle chewingum), ti sputava fuori una pallina colorata da masticare: certo, dovevi essere già pronto a raccoglierla al volo con la mano leggermente a coppa fuori dalla fessura, sennò quella, la pallina dico, cadeva a terra ed era un attimo che il cane di Gastone se la mangiava

(Gastone quello del bar, che il suo cane io non lo so come ha fatto a campare quindici anni, che per un uomo sarebbero novantanove che chissà se è vera questa cosa che sarebbero novantanove ma dicono di sì, con tutta quella gomma in corpo)

ma, una volta avuta questa accortezza, potevi iniziare a masticarla e, mentre le tue papille venivano inebriate da quel classico e ormai antico aroma di frutta sintetica, partire con il gioco vero e proprio: si trattava di concludere il giro completo della manovella e far cadere dall'altro lato del contenitore una biglia di vetro sul piano basculante, dove era disegnato un percorso contorto, pieno di buche e di insidie; ecco: te, inclinandolo opportunamente, dovevi riuscire, evitando le buche e superando le insidie, a far cadere la biglia in una fessura precisa.
era un po' un metafora della vita, a voler ben vedere.
a quel punto comunque avevi vinto: la biglia era tua (ammesso che, di nuovo, fossi pronto con la mano a coppa a non farla cadere a terra).

(che al cane di Gastone, delle biglie di vetro, gliene fregava niente, ma quelle, a differenza delle palline di chewingum, rimbalzavano che sembravano indiavolate e a rincorrerle era un dramma; senza considerare, scaramanticamente, l'eventualità, peraltro abbastanza frequente, che finissero in un tombino, che a quel punto eran bestemmie, che le bestemmie, uno, son le prime cose che impara, e a dieci anni ti sei già fatto un bel database)

l'obiettivo era la biglia, si capisce, ma a me mi sembra il caso di sottolineare l'importanza, sia tecnica che filosofica della boccia delle chewingum: tecnicamente parlando, tenere le mandibole in movimento durante la partita aiutava tantissimo a trovare la giusta concentrazione, a livello concettuale, invece la pallina di chewingum era una sicurezza.
era la cosa che ti convinceva a giocare, il germe che insinuava nella tua testa di novenne massimo decenne il subdolo concetto, un po' democristiano, che comunque vada sarà un successo, che nella peggiore delle ipotesi, quelle cento lire non sarebbero state del tutto buttate via: nella peggiore delle ipotesi, te la saresti sempre potuta cavare con una frase apparentemente innocua

("ho comprato una gomma da masticare alla modica cifra di cento lire, e poi, tanto, la biglia che non ho vinto era acerba", che uno magari non se ne rende conto, di quanto può essere pericolosa, una frase del genere per lo sviluppo del pensiero critico di un bambino così come in quello di un cucciolo di volpe, ma questa è un'altra storia)

sapere che c'erano le palline di chewingum era come fare un investimento a basso rischio, di quelli che il capitale non lo perdi di sicuro.
erano i BOT, per uno di dieci anni, quelle palline lì: roba che non rendono niente ma qualcosa rendono, e allora forse vale la pena di rischiare.

(che ora io lo confesso, e rimanga fra noi: io ne avrei fatto anche a meno di metter su tutta questa descrizione assurda per spiegare com'era fatto quel marchingegno delle biglie e delle chewingum, ma il problema è che il marchingegno suddetto, non c'ha mica un nome; o se ce l'ha io non l'ho mai saputo. Che si fa presto a dire, dicci come si chiama: che ne so, un flipper dici flipper e uno subito si immagina un flipper; un calcìno dici calcìno e magari può anche succedere che arriva quello che, in un impeto di revisionismo fascista vuole che lo chiami calcio balilla, oppure quello che ti assicura che si chiama calcetto, peraltro sbagliandosi perchè il calcetto è un noto sport di squadra che assomiglia al calcio ma si gioca in cinque e che hanno inventato quelli che non riuscivano mai ad essere in undici per giocare a calcio, ma insomma ci siamo capiti. Quell'aggeggio quadrupede lì invece, io non so proprio come chiamarlo, e allora m'è toccato di fare questa descrizione contorta che non si capisce nulla)

insomma, a farla breve (si fa per dire), io ero bravo, a nove massimo dieci anni, con quel giochino lì.
che in soffitta mi sa che c'ho ancora un paio di bottiglie di plastica da due litri piene di biglie colorate e meravigliosamente fantasmagoriche.
nel senso, non è che dovevi essere Einstein: bastava un po' di allenamento e la giusta passione, che per fare le cose bene, nella vita, soprattutto quella ci vuole, la passione.
e io, a quei tempi, c'avevo la passione per quel giochino lì, con le zampe (quattro), le biglie, le chewingum e tutto il resto.

ecco.
è qui che volevo arrivare.

(finalmente, diranno i miei piccoli lettori sarcastici)

io ero bravo, a quel giochino lì; che c'avevo un rapporto biglie/chewingum del 90% e spiccioli.
e capitava che si formasse un piccolo gruppetto di bambini, a vedermi giocare, di quei gruppetti che fanno ohhh, tutte le volte che vinci una biglia: quell'ohhh simile a quello del pubblico di Wimbledon quando la pallina passa vicino alla riga, non so se mi spiego (non quello di Povia, niente a che vedere, con quello).
capitava (e la prima volta capitò un giorno ben preciso: me la ricordo ancora, la mia faccia) che qualche bambino più piccolo

(che quando c'hai ciquant'anni, uno di quaranta ti sembra quasi un coetaneo, ma quando ce ne hai nove: eh, come ti sembra piccino un bambino di otto anni quando te ce ne hai nove, non si spiega questa cosa qua.
"la percezione della differenza d'età tende asintoticamente ad annullarsi con l'aumento dell'età stessa", cito a memoria la prima lezione del prof. Thorsen Kaashö, università di Helsinki, corso di Racconti Intorno al Fuoco)

capitava, insomma, che qualche bambino più piccolo mi chiedesse di vincergli una biglia.
che a pensarci bene è una richiesta agghiacciante: la perdita totale del gusto puro del giocare tradotta nella semplice ricerca dell'utile.
lui metteva i soldi, io giocavo e lui si prendeva la biglia: io contento perchè giocavo, lui contento perchè vinceva.
sembra un'ottima joint-venture, messa così, ma a pensarci bene: agghiacciante è, a pensarci bene.
a volte, mi regalava pure la pallina di chewingum: e non perchè avesse intuito quella storia delle mandibole e della concentrazione (capiva un cazzo, lui, di mandibole e concentrazione), piuttosto come una mancia, un incentivo a fare del mio meglio.
ecco.
io lì, c'ho avuto la netta impressione che io (nove massimo dieci anni) e lui (sette massimo otto anni), eravamo già di due generazioni diverse.
non è stato bello.

era, nel nostro piccolo, un primo esempio di quello che sarebbe successo poi in Italia e altrove: che oggi ci son solo società di consulenza e la ricerca la fanno all'estero, un po' perchè non ci sono soldi, un po' perchè i pochi soldi che ci sono è meglio investirli in qualcosa di remunerativo a breve termine.
era come chiedere di copiare il compito in classe.
erano tanti piccoli Berlusconi.
sì: io giocavo ed ero circondato da tanti piccoli Berlusconi (che ogni tanto facevano ohh, ma in realtà voleva dire è mio! quanto costa questo coso? lo compro!).
che ancora io non lo sapevo mica chi era Berlusconi

(mi interessavo di Lego e cercavo di capire quale effetto dare al pallone per fregare Jacopo che stava in porta senza spaccare il vetro di cucina alla signora Clotilde, al piano terra: la porta era un cancello di ferro, Jacopo era già alto un metro e quaranta, a quei tempi)

che se lo avessi saputo, che erano tutti tanti piccoli Berlusconi, magari gli aizzavo contro il cane di Gastone.
che io e il cane di Gastone s'è sempre avuto un bel rapporto.
lui, che gli piacevano le chewingum e schifava le biglie di vetro.


io mi sa che mi è venuta da pensare la prima volta quel giorno lì.
io mi sa che, la prima volta, mi è venuta da pensare allora, questa cosa che poi dopo mi è venuto da pensarla un sacco di altre volte.
che il mondo così come l'ho conosciuto è probabile che non esiste più.
che ce ne stanno mettendo uno nuovo.
e poi lo so che sembran discorsi da vecchi, che ti vien da chiederti: quanto mondo avrai mai potuto conoscere in dieci anni?
niente.
ma è proprio lì, il punto: ancora non lo conoscevo, il mondo, e già me lo stavano sfilando via da sotto il culo.
ed è proprio lì, il problema: che a quel mondo che nemmeno conoscevo, a modo mio mi c'ero già affezionato.
e loro me lo portano via da sotto il culo.


sì, devo averlo capito a quel punto lì.
a nove, quasi dieci anni.


PAOLO NORI
che fin da quando siam piccoli
il mondo
è un posto che non si capisce una sega




nostalgie alla frutta di uno spineless alla frutta  feat.  Paolo Nori che si lamenta già dalla prima pagina di "Pancetta"



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calcolo sbagliato di: spineless at 02:35 | link | commenti (56)
sections: ego - echo, play - life, mash - up, book - shop, voce - narrante

Commenti
#1   04 Gennaio 2007 - 12:43
 
che poi alla fine guardate cosa ho trovato: gli somiglia parecchio, anche se il concetto è un po' diverso.
è quello che oggi sostituisce l'aggeggio quadrupede.
se non leggo male, si chiama SuperFlippy.

ma che si può, chiamare così una cosa tanto affascinante?

2+2 = delusione
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#2   04 Gennaio 2007 - 13:42
 
Troppo lungo.
Ho deciso che non lo leggo, così, a prescindere. :P
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#3   04 Gennaio 2007 - 13:48
 
Io quando avevo dieci anni non è che fosse tutto così diverso da com'è adesso, penso fosse già tutto bell'e peggiorato.
*Dove per peggioramento s'intende un tot d'inesorabile declino rispetto ai tempi tuoi, che alla fine sembran tempi belli (che poi quali mai saranno i tempi tuoi non so, non mi ci regolo con i numeri, con le lire e con le macchinette da biglie)*

Tutto questo per dire nostalgia nostalgia canaglia che ti prende proprio quando non vuoi ed è bella assai questa cosa che ti viene nostalgia delle macchinette da biglie e in generale di quando eri bambino perchè a me se ci penso.
A me se ci penso non viene nostalgia di niente ed è un po' un'amarezza mai più finita insomma.

Và che roba.
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#4   04 Gennaio 2007 - 14:46
 
dovrei commentare per punti.
1. aillov chinaski, ma questo già lo sai.
2. sono molto invidiosa, in generale, di tutto. poi di chinaski, e poi di te, pure. perchè scrivi.e perchè io quel gioco non lo conosco. e non mi davano mai soldi per le palline di cingomma. infanzia triste.
3. se scrivi "lungo", io ti leggo uguale. vabeh...nel caso...accontentati
4. forse il quarto punto non c'è ma volevo arrivare fino al cinque almeno
5. ecco, ce l'ho fatta
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente mumucs

#5   04 Gennaio 2007 - 14:50
 
dimenticavo...non è che dovevi essere einstein scrivi tu,ma del resto, se "non eri einstein, non eri niente". basta adesso. torno ai radiohead.
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#6   04 Gennaio 2007 - 14:52
 
cercavo di trovare come si chiama, un po' per piacere personale, un po' come regalo di natale, dato che tu ci allieti col tuo scrivere..
ma niente...
uff. però appena ne vedo uno gli faccio una foto, gli faccio! :D
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#7   04 Gennaio 2007 - 15:51
 
spero che la mia storia della neve non si sia sciolta al corso di racconti intorno al fuoco.

2+2 = quello lì
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#8   04 Gennaio 2007 - 16:34
 
(scherzavo)

Nelle mie memorie ci sono solo videogiochi tipo MAME, tra cui rimembro con affetto uno in cui dovevi "rosicchiare" lo spazio senza farti prendere dal ragno e alla fine se vincevi vedevi una donnina giapponese in deshabillé.

Sempre stata negata per qualsiasi gioco d'abilità che non fosse il tetris.
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#9   04 Gennaio 2007 - 17:05
 
Il mondo gli amici l'amore il lavoro il cibo il sesso la gioia il dolore...tutto.
Non fai in tempo ad affezionartici che già c'è qualcuno che te lo vuole portare via da sotto il culo.
Un applauso.

Larry
utente anonimo

#10   04 Gennaio 2007 - 17:15
 
Eh si Larry, non sembra ma ci si affeziona anche al dolore
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#11   04 Gennaio 2007 - 17:34
 
mio fratello mi umiliò con quell'attrezzo quando lui, a 5 anni, vinse una marea di biglie e poi smise di giocarci perchè era troppo bravo e non si divertiva più. io ancora non sono riuscita a vincerne una. però ho una mascella imponente per tutti quei chewingum...

clarach.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente claracharnowski

#12   04 Gennaio 2007 - 18:45
 
cara laspostata...e fai male perchè lo leggi e pensi al cofanetto dei ricordi di Amelie, che poi è anche quello di ognuno di noi.

Bonimba

utente anonimo

#13   04 Gennaio 2007 - 20:00
 
io giuro non ho mai visto nulla del genere, ma forse è stata una descrizione forviante.. fatto sta che alle prime righe pensavo tu volessi parlare di quel giochino con le palline e dei piani basculanti anch'essi che dovevi mandarle nei punti e cercare di tenerli + dritti possibile ma non troppo altrimenti le palline stavano ferme li e non era questo lo scopo.... non so come si chiama. se hai capito sei bravo, il mio era azzurro coi piani bianchi e le palline argentate. ce l'ho ancora da qualche parte, magari dopo ci gioco. nostalgia..
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Luorui

#14   04 Gennaio 2007 - 20:09
 
La mia infanzia l'ho vissuta in un paesino dell' hinterland napoletano.
Anch'io a dieci anni o giù di lì ho avuto la sensazione che quel posto non mi appartenesse più,che altri me lo stessero rovinando e che sapessero solo sfruttarlo. Che qualcuno mi stesse rubando l'infanzia.
Ci si affeziona al dolore perchè in fondo è molto più facile da accettare rispetto alla felicità.

2+2 = poveri tempi passati
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#15   04 Gennaio 2007 - 20:10
 
un commento di bonimba, che evidentemente ha metabolizzato tutto il suo processo di approccio al blog fatto di mesi e mesi di acuta e silenziosa lettura.
il 2007 è appena iniziato, ma questo è già l'evento dell'anno. ;)

2+2 = c'è voluto un post chilometrico, ma ne è valsa la pena
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#16   04 Gennaio 2007 - 20:14
 
spostata, ma lo sai che ti stavo per dire: fai proprio bene; anche io l'ho scritto, poi ho fatto per rileggerlo e mi sono detto.. ma che sei scemo, non lo vedi com'è lungo?
e non l'ho riletto. :)
comunque me lo ricordo anch'io quel giochino con le donnine giapponesi: ha una certa percentuale nella prima parte della mia educazione sessuale.

2+2 = e poi lo sapevo che scherzavi ;)
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#17   04 Gennaio 2007 - 20:14
 
Però io ho fornito l'assist, eh...

2+2= son soddisfazioni
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#18   04 Gennaio 2007 - 20:19
 
poi, più tardi, rispondo a tutti, eh.
(sia mai)

[che uno non si può mettere un attimo a rispondere ai commenti che subito gli rompono le palle: mondo di merda :/ ]

2+2 = imprevisti
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#19   04 Gennaio 2007 - 23:38
 
» mumucs
sì, infatti, quella di einstein a modo suo era una citazione.. e comunque, se le trovo, magari ti spedisco qualche pallina di cingomma, che non esiste, che non ti davano i soldi.
per le palline di cingomma.
2+2 = oliver twist

» spostata
sempre tu sia lodata per questo.
2+2 = assist-girl

» fokina
e credi che io non abbia cercato, come si chiama?
ma non ce lo vogliono mica dire, come si chiama.
2+2 = complotti
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#20   04 Gennaio 2007 - 23:41
 
kimota, a helsinki, in finlandia, il corso di racconti intorno al fuoco si tiene dentro un igloo. :)

2+2 = don't worry
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#21   04 Gennaio 2007 - 23:47
 
» larry
il dolore, finisce che è la cosa a cui ti affezioni di più, perchè è quella che ti rimane più impressa e non puoi fare a meno di sentirla per sempre un po' tua.
(e poi grazie)
2+2 = sigh

» clara
che storia triste, sembra la storia di Ridge di Beautiful.. ;)
2+2 = tele-novelle

» luorui
me lo ricordo quel gioco lì, sì (son bravo?).. però quello era un gioco che compravi e te lo portavi a casa, no?
il mio invece, solo al bar c'era.
al bar di Gastone soprattutto.
che ora, c'è una parrucchiera, al posto del bar di Gastone.
2+2 = la globalizzazione della messa in piega
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#22   05 Gennaio 2007 - 00:07
 
Anche io ci giocavo a quel giochino e mi sono emozionato nel leggere il tuo post.
Mi sono emozionato anche nel leggere la canzone delle cento lire che mia mamma me la cantava sempre quando eravamo in macchina prima che inventassero le autoradio. (meglio dire prima che mio padre ne comprasse una)
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#23   05 Gennaio 2007 - 00:23
 
che quando sei piccolo e tuo padre compra per la prima volta qualcosa, un po', è come se la inventassero.

2+2 = archimede
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#24   05 Gennaio 2007 - 00:46
 
eh, martina, un po' come quella storia che una volta (che qui si parla addirittura prima dei tempi miei, pensa te) c'eran delle sicurezze, come quella che gli uomini la mattina durante la settimana andavano al bar e poi la domenica i democristiani andavano a messa e i comunisti andavano al bar anche la domenica e ora invece (ai tempi miei e tuoi) non ci son più comunisti, non ci son più democristiani (more or less) e, a ben vedere, non ci son più nemmeno i bar.
almeno i bar intesi come si intendevano una volta.

2+2 = tutti wine-bar ora
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#25   05 Gennaio 2007 - 01:01
 
e se il mondo te lo portano via prima dei dieci anni?
cmq per quei pochi ricordi che ho io della boccia delle cingomme ( qui in toscana si chiamano così)dopo la partita a flipper se buttavi la pallina in un buchetto preciso ti regalava un'altra cingomma ( che vorrei sottolineare, oltre a fare schifo costava ben 200 lire ai mì tempi..altro che 100..)


2+2 = nostalgia canaglia
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#26   05 Gennaio 2007 - 01:09
 
è l'inflazione, figliadelvento: siam mica più nel bel mezzo del boom economico.. pensa che ora se vuoi giocare a calcino ci vogliono cinquanta centesimi.
che son mille lire.
e se potessi avere mille lire al mese, lascia fare...

2+2 = il costo della vita
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#27   05 Gennaio 2007 - 10:06
 
mi chiedo quanto i rapporti intercorsi con l'aggeggio quadrupede in oggetto, in età prepolluzione, abbiano potuto influenzare la sessualità di questa generazione di guerrieri
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#28   05 Gennaio 2007 - 10:07
 
grazie, aspetto el palline di cingomma...che bellezzaaaaaaaa.
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#29   05 Gennaio 2007 - 10:08
 
l'hanno rovinata, credimi, la sessualità di questa generazione di guerrieri.

2+2 = un po' come i colpi di bacino che dovevi dare al flipper
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#30   05 Gennaio 2007 - 11:04
 
All'età di sei-nove anni si appartiene già a quel vasto gruppo di persone che che non sanno tenere separato un sentimento dall'altro, ma piuttosto lasciano che le immaginazioni del futuro (con le loro gioie e dolori) offuscano ciò che è già qui; perchè alla fine della prima infanzia qualsiasi oscillazione sulla ruota della sensibilità ha il potere di cristallizare e fissare l'attimo da cui tristezza e euforia dipendono....

(chi non ha una bottiglia piena di biglie colorate in soffitta non può capire)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente cominciare

#31   05 Gennaio 2007 - 11:27
 
cominciare, son commosso.
(chi non ha una bottiglia di plastica piena di biglie di vetro in soffitta non può capire il suono che fa, quella bottiglia lì, a scuoterla.. insomma.. come fosse uno shaker -e speriamo che si scriva così, shaker- )

2+2 = barman
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#32   05 Gennaio 2007 - 11:28
 
oh spin, dovevo dire, che ognuno ha le sue parole preferite, tipo carnascialesco o basculante, la mia è conglomerato.

non è bellissima eh spin? eh? eh?
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Sienda

#33   05 Gennaio 2007 - 11:40
 
eh, sienda, conglomerato è notevole.
ma io non so mai dove metterla, conglomerato: sarà che ogni volta che mi viene conglomerato, poi ci metto o basculante o carnascialesco.

2+2 = deve essere per quello che poi la gente non capisce nulla
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#34   05 Gennaio 2007 - 12:19
 
io la devo usare quasi ogni giorno la parola "conglomerato" e forse per questo non ne avevo colto il fascino. hai ragione.
la quotidianità uccide i sensi. pensa che m'ha stufato pure la belluccci come amante
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#35   05 Gennaio 2007 - 12:24
 
già, anche a me mi ha stufato il papa come presentatore televisivo.

2+2 = eh, la quotidianità
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#36   05 Gennaio 2007 - 12:53
 
bel post, davvero.. molto particolare e avvincente
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente kenigma1

#37   05 Gennaio 2007 - 12:53
 
che coincidenza..
pochi giorni fa anch'io mi son lasciata prendere dalla nostalgia delle palle gommose: foto commemorativa
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#38   05 Gennaio 2007 - 13:25
 
ma che bella lettura... la giusta passione che fa crescere le cose...
come dire... non vedo semplicemente due mezzi litri di biglie.
ps: avrò avuto la possibilità di fare due partite a quel gioco lì,
le braccia corte della famiglia m'hanno sempre impedito questi sollazzamenti.
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#39   05 Gennaio 2007 - 13:28
 
Non ho letto tutto. Sono brava.
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#40   05 Gennaio 2007 - 13:29
 
Oh ascolta Spin, io non l'ho letto tutto. Cioè, ci vuol del tempo per leggerlo tutto e io difetto in pazienza.

Però non mi andava di non commentare, così farò un commento ad un post immaginario, che prende spunto dal titolo.

Il mondo ai tempi della boccia delle chewingum?And we just two lost souls swimming in a fish bowl, year after year, running over he same old ground, what have we found? the same old tears...
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#41   05 Gennaio 2007 - 13:34
 
oh gigi, ma che scherzi: basta il pensiero! :)
(che poi hai fatto pure proprio un bel commento che i pink floyd son sempre i pink floyd e io a guardare le spirali dentro le biglie di vetro c'ho sempre visto un po' di psichedelia latente e come vedi io trovo sempre le relazioni tra le cose anche quando non ci sono sempre per quella storia che mi stringo la mano destra con la sinistra)

2+2 = che oggi, la punteggiatura, proprio non so dove l'ho messa
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#42   05 Gennaio 2007 - 14:30
 
PREMESSA: la mia crescita è scandita non da semplici anni ma da TRAUMI.

Ho un particolare aneddotto da raccontare, in riferimento al mondo ai tempi della boccia delle chewingum, e - guarda il caso - questo aneddoto segna una fase della mia vita che coincide, perfettamente, col trauma n°3. Per l'appunto, quella dannata boccia mi ha sempre ossessionato: ovunque andassi, in qualsiasi posto mi trovassi, lei era lì. Colorata, traslucida, fascinosa, metteva continuamente a rischio la decisione di non mettere mai più alla prova le mie - scarsissime - abilità manuali e di gioco: quella dannata boccia mi invitata, e neanche troppo velatamente, a tentare per l'ennesima volta di dimostrare a me stessa che le mie capacità pratiche potevano essere all'altezza di quelle di tutti gli altri bambini di mia conoscenza. Fu così che, un giorno, un giorno di luglio mi sembra, mi cimentati in questa personalissima missione ad alto rischio. Immagina la scena: la fronte imperlata di sudore, le manine tremanti, lo sguardo contrito, la bocca corrucciata in un'espressione di concentrazione estrema, e la boccia, imperturbabile, che mi sfidava con la sua immobilità. Ad ogni modo, fallii: le mie abilità manuali non si tradirono e mi umiliarono una volta di troppo. Fu terribile, credimi, terribile. Ciononostante, mio padre, convinto di vedermi delusa per via di una chewingum e di una biglia mancate, giocò al posto mio. E vinse. La doppia umiliazione mi ferì al punto tale che giurai a me stessa di non mettere mai più in pericolo la mia autostima, facendomi coinvolgere in giochi e situazioni di cui non sarei mai potuta essere all'altezza.
Ah, per la cronaca: mi sporcai il vestitino col colorante della caramella [rosso] e tentai per tutto il pomeriggio di suicidarmi ingoiando la biglia.
Ofelia=post lungo merita commento lungo, dalle mie parti
utente anonimo

#43   05 Gennaio 2007 - 15:21
 
E' un bellissimo post.
Anche se citare Povia e Berlusconi nello stesso post, per di piu' senza avvisare non si fa eh?
(^o^)
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#44   05 Gennaio 2007 - 17:17
 
post lungo merita commento lungo

si.
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#45   05 Gennaio 2007 - 17:38
 
conglomerato è stupenda.
ma la migliore è Paramecio.
O usucapione.
Se la battono.
Potresti scriverci. sì sì.

2+2= lingua italiana
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#46   05 Gennaio 2007 - 20:24
 
cess, usucapione è bellissima! come ho fatto a non pensarci!??
u su ca pio ne


P.S. nonchè O.T.
spin ho messo il caco-mela nel mio blog. Vieni ad assaggiare?
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#47   05 Gennaio 2007 - 21:49
 
» ofelia
mi hai fatto morire dal ridere (lo so che stavi raccontando una cosa tragica, ma le ultime due righe mi hanno steso)
2+2 = tragicomico

» pK
in effetti hai ragione, ma ho voluto provare il brivido, vedere l'effetto che fa :)
2+2 = allo zoo
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#48   05 Gennaio 2007 - 21:55
 
eh, ragazze, vi siete dimenticate il migliore, che rimane usufruttuario
(che tra l'altro, detto come lo direbbe il defunto avvocato Agnelli, ovvero sostituendo tutte le "u" e le "r" con delle aristocraticissime "v" diventa un capolavoro)

2+2 = vsvfvvttvavio
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#49   06 Gennaio 2007 - 02:35
 
Chissà perchè anche quando sono lunghi, i tuoi post, alla fine, dopo quel mare di parole e parentesi e links... mi vien sempre da dire: già finito? e sorrido mentre leggo e me ne accorgo solo alla fine... che mi fanno male le gote... e allora capisco che era davvero lungo... ma come scorre veloce un fiume anche se lungo... perchè il fiume è qualche cosa di buono... e tu pure scorri che è un fiume bellissimo ogni tuo post...

Smusicando =Sviolinando

ma solo per oggi! Ciauu
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#50   06 Gennaio 2007 - 12:14
 
leggi rifletti e aiutaci...
http://81100.eu.org/petizione/
si tratta di linux...se non sai cos'è ...è arrivato il momento che tu ti informi....
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#51   06 Gennaio 2007 - 12:41
 
E allora - cazzo - me lo fai o no questo applauso? Dovrò pur ricavarci qualcosa di positivo, dai miei traumi, o sbaglio?
Ofelia=rivisitazioni tragicomiche in salsa narcisista
utente anonimo

#52   06 Gennaio 2007 - 12:58
 
*applauso*
su richiesta, ma sinceramente sentito (anche solo per il realismo della descrizione, che mi sembrava di essere lì con te, il vestitino macchiato e tutto il resto :)

2+2 = clap clap
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#53   06 Gennaio 2007 - 14:08
 
misikanto, ci vorrebbe qualcuno che te le massaggia, alla fine, le gote; che insomma, mettiti nei loro panni: è un lavoraccio stare a sorridere tutto quel tempo. :)

2+2 = oh-oh, mi è semblato di sentile un violino
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#54   06 Gennaio 2007 - 14:32
 
wela..bel post,commovente..
scrivo un po' come te,chissa' forse potremmo anche andare daccordo..se vuoi leggiti un mio intervento..sciau
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#55   09 Gennaio 2007 - 12:19
 
"ci hanno davvero preso tutto", eggià.
avevano ragione gli ODP.
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#56   08 Giugno 2007 - 16:25
 
... posso? è permesso?

secondo la mia memoria si chiamava "la miniguida", ne ricordo un esemplare al bar della spiaggia con sedile in legno e il fatto che per far partire la pallina, dopo avere inserito la moneta dovevi alzare una leva tirando su un pomello .. quello che manca al mio ricordo è l'elargizione contemporanea della pallina di SCINGOMMA, che invece si poteva ottenere da distributori a parte.

Ho scoperto oggi questo blog, complimenti! mi piace molto come scrivi

alla prossima..

Smile
utente anonimo

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